L'innovazione strategica della infrastruttura di accesso tutta in fibra ottica in Italia sta andando male, per una serie di ragioni: non ci sono gli investimenti necessari e ci sono delle resistenze di chi domina il mercato per non perdere i vantaggi esistenti che la liberalizzazione delle telecomunicazioni ha soltanto parzialmente modificato.
In pratica la situazione dominante sull'accesso in rame (Adsl) fa molto comodo a chi la possiede, se non viene sostituito il rame con la fibra, e non semplicemente affiancata una offerta in fibra in concorrenza alle Adsl, si riesce ad acquisire un mercato massimo del 10-15% che non consente un tempo di ritorno degli investimenti tale da poter essere finanziato l'investimento necessario per offrire il servizio, ne tantomeno il mercato è disposto a pagare un prezzo maggiore delle Adsl.
Tutto questo è particolarmente vero nel mercato residenziale domestico, mentre nel settore business medio alto le cose sono diverse, è possibile affrontare degli investimenti, se c'è una ragionevole concentrazione dei clienti in aree non particolarmente sfortunate, in genere del centro-nord, mentre il sud è ancora una volta maggiormente penalizzato per la carenza di infrastrutture anche di base di comunicazioni.
Questa è la situazione Italiana, e non sembra ci siano a breve termine novità rilevanti.
Qual' è il ruolo di una società come Unidata? Ed ancora, in questo contesto che cosa possiamo fare?
La prima cosa è sfruttare l' innovazione tecnologica in modo strategico, essere veloci e innovativi ma soprattutto tentare di modificare i paradigmi fondamentali del mercato ovvero delle modalità di offerta, questo settore è sempre stato dominato da grandi aziende, quindi bisogna cambiare i punti di riferimento, cambiare i modelli di business.
Pensiamo al mercato residenziale, in Italia esiste una notevole concentrazione abitativa in edifici medio-grandi, i condominii. Ci chiediamo: in fondo che differenza c'è tra un condominio, con una media di 30-70 abitanti rispetto ad una piccola media azienda? Crediamo, per certi aspetti, non moltissimo.
Come abbiamo detto il modello di business per le piccole media aziende è affrontabile perché la spesa per azienda sono molto più alti confrontati con il settore residenziale, una azienda ha una media dei costi in comunicazioni da 5 (microazienda) a 100 volte (media azienda).
Quindi se un condominio diventa un soggetto economico di acquisto dei servizi di comunicazione per i residenti, potrebbe benissimo accedere a servizi in fibra ottica di accesso a internet a 100 Mbit, ma oltre alla telefonia potrebbe avere con gli stessi costi di quanto spendono la somma dei residenti, anche molte altre innovazioni, come antenne centralizzate su fibra ottica, videocitofoni intelligenti di nuova generazione, videosorveglianza, accesso Wi-Fi condominiale, domotica, ecc.
Questa è la nostra idea, sicuramente si potrà obiettare che spesso la litigiosità dei condominii impedirebbe l'accordo, che dovrebbero pagare anche gli utenti che non sono interessati a questi servizi, può essere vero, ma siccome i vantaggi sono molti, sia in termini di servizi e miglioramenti offerti, ed anche dal punto di vista economico, siamo fiduciosi che vi possa essere una positiva accettazione di questo modello.
Noi facciamo la nostra parte, nella città di Roma stiamo partendo con questa offerta e contiamo molto nel ruolo degli amministratori di condominio ma anche su aziende specializzate del settore e sugli installatori e manutentori che vogliamo coinvolgere e che possono così avere nuove opportunità di lavoro a breve termine e per lunghi periodi.