Software-Defined Networks, la connessione flessibile

La rete SDN semplifica la gestione dell’intera infrastruttura in fibra ottica e permette a Unidata di offrire servizi all’avanguardia del settore.

La rapida evoluzione della tecnologia, la varietà incalzante di prodotti sempre nuovi e sempre un passo avanti, ha reso il mercato del settore un terreno dove la competitività è una corsa senza soste, una gara continua dove il successo è il frutto di scelte strategiche che seguono, assecondano e anticipano richieste e desiderata dei consumatori. Nello stesso clima di ricerca e sviluppo costante avanza il modello di connettività a Internet, che affronta le sfide della concorrenza attraverso il perfezionamento di un ventaglio di servizi correlati alla performance della rete. Un punto nodale è la diversificazione dei livelli di criticità: i servizi che accompagnano le transazioni bancarie, ad esempio, hanno bisogno di accurate garanzie di funzionamento che non hanno le stesse caratteristiche di quelle approntate per la gestione dei servizi di online gaming. I livelli di prestazione della rete, inoltre, variano adattandosi alla natura delle diverse azioni che si compiono in connessione: bassa latenza, ovvero rapidità di risposta del sistema, per i servizi di comunicazione voce, e banda elevata per la fruizione e la trasmissione ottimale di contenuti multimediali.

Una buona architettura di rete deve rispondere alle esigenze di interoperabilità tra apparati e protocolli di comunicazione diversi, e anche fare lavorare in sinergia, in modo efficiente e armonico, un assetto composto da varie tecnologie, hardware e software. Si delinea così un panorama di architetture e configurazioni vario e complesso, che rende necessaria l’adozione di strumenti in grado di rendere il più possibile snelli e flessibili i procedimenti di messa in opera, manutenzione e risoluzione dei problemi nelle infrastrutture e nei servizi di rete. Adottare strumenti tecnologici con queste caratteristiche è una priorità di Unidata, che presenta un’offerta ricca di servizi di rete innovativi e strumenti all’avanguardia per una gestione complessiva ottimizzata dell’infrastruttura.

Una buona architettura di rete deve rispondere alle esigenze di interoperabilità tra apparati e protocolli di comunicazione diversi, e anche fare lavorare in sinergia, in modo efficiente e armonico, un assetto composto da varie tecnologie, hardware
e software

Sono disponibili diversi strumenti di monitoraggio e gestione della rete per il coordinamento di infrastrutture varie e complesse, ma l’instradamento dei flussi di informazioni generalmente non può essere controllato a granularità fine e possono manifestarsi problemi di interoperatività tra configurazioni e apparati diversi: l’impiego di software di controllo centralizzato è la soluzione più efficace per gestire la complessità e garantire una perfetta interazione tra le parti. In una Software-Defined Network (SDN) la logica di funzionamento degli apparati viene interamente gestita da uno strumento software separato, detto controller: gli apparati operano il trasferimento dati in base alle istruzioni fornite dal controller, utilizzando un formato che rispetta uno standard comune a diverse tipologie di apparato. Il controller può essere replicato per ottenere un’affidabilità ancora maggiore.

Questo genere di approccio comporta una serie di vantaggi: permette di limitare il numero di tecnologie coinvolte, perché diversi servizi possono essere coordinati da un unico strumento di controllo, minimizzando il numero di protocolli di rete da configurare, garantisce l’interoperabilità tra diverse tipologie e marche di apparati, che condividono un’interfaccia omogenea, prevede il riutilizzo dell’hardware esistente per la realizzazione di diversi servizi e consente in generale una distribuzione ottimale dell’utilizzo delle risorse.
L’idea di un controllo centralizzato della rete comincia a farsi strada più di 15 anni fa, per arrivare a un consolidamento accademico del modello teorico alla base dell’approccio SDN alcuni anni dopo: solo sei anni fa arriva la prima versione di OpenFlow, la specifica più adottata in ambito industriale. Da allora tutti i maggiori produttori di apparati di rete, come pure una discreta quantità di aziende più piccole, hanno introdotto nella loro gamma di apparati il supporto ad OpenFlow e hanno cominciato a commercializzare software che agiscono come controller SDN.
Lo standard OpenFlow, in una delle sue versioni più comunemente adottate, può essere applicato a tutti gli apparati Unidata, come risultato di una politica di adeguamento dell’infrastruttura di rete che l’azienda ha intrapreso, con l’obiettivo di garantire sempre i requisiti di affidabilità e performance delle sue architetture e di flessibilità nell’erogazione dei servizi di rete. L’adeguamento riguarda già tutti gli apparati dell’infrastruttura e sono in corso analisi per valutare i benefici della sua estensione agli apparati installati presso l’utente finale.

Il sistema OpenFlow permette un controllo molto fine della distribuzione dei flussi di dati, un miglior bilanciamento del carico della rete, consentendo di mettere a punto nuove soluzioni da proporre alla clientela, e offre la possibilità di monitorare lo stato e i livelli di performance dei servizi in modo accurato: uno strumento prezioso per individuare strettoie e problemi di funzionamento, che possono riguardare anche solo determinate tipologie di traffico, come lo streaming video e la semplice navigazione web. Un modello architetturale innovativo come l’SDN permette di programmare liberamente il comportamento della rete e di applicare il moderno paradigma “Network Functions Virtualization” (NFV), un processo di virtualizzazione, ovvero di selezione, dimensionamento e rilocazione dinamica di attività svolte usualmente da apparati fisici. Questo procedimento, scelto anche da Unidata, rende l’infrastruttura di rete più elastica e duttile, in grado di adattarsi alle diverse esigenze degli utenti, senza dover sostituire, spostare o aggiungere alcuna apparecchiatura.

È in un’ottica di continua evoluzione e di offerta di servizi innovativi che Unidata porta avanti l’aggiornamento della propria infrastruttura, adeguando gli strumenti di controllo e semplificando i processi di configurazione e monitoraggio dei servizi, per mantenere alto il livello di competitività sul mercato che è da sempre la sua cifra distintiva.
SDN e OpenFlow, coadiuvati da una valida combinazione di funzioni virtualizzate, sono tra gli strumenti architetturali e tecnologici privilegiati da Unidata per mantenere l’eccellenza e la concorrenza dell’offerta, in linea con il recente orientamento nella gestione delle reti informatiche e in aggiunta al patrimonio di know-how e di esperienza accumulato in 30 anni di attività.

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