Con la NIS2 rafforzare la sicurezza informatica diventa un asset per la competitività
La crescita delle minacce informatiche e la crescente interconnessione tra aziende, fornitori e infrastrutture digitali hanno reso la Cyber Security una componente sempre più strategica per la continuità del business. È in questo scenario che si inserisce la normativa NIS2, con cui l’Unione Europea punta a innalzare il livello di sicurezza e resilienza digitale delle organizzazioni che operano nei settori più critici.
Ma cosa richiede la NIS2, a chi si applica e quali sono gli adempimenti richiesti? Vediamo i principali aspetti del decreto NIS2 e come prepararsi alla compliance.
Cos’è la Normativa NIS2?
La Direttiva NIS2 (Network and Information Security 2) è il quadro normativo europeo introdotto per rafforzare la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi e aumentare la resilienza informatica di aziende ed enti pubblici.
La direttiva sostituisce ed estende la precedente NIS1, ampliando il numero di settori e organizzazioni coinvolte e introducendo requisiti più stringenti in materia di gestione del rischio cyber, prevenzione e risposta agli incidenti, continuità operativa e sicurezza della supply chain.
NIS2 direttiva: perché è stata introdotta?
Negli ultimi anni ransomware, phishing, attacchi alla supply chain e altre minacce informatiche sono diventati sempre più sofisticati. Allo stesso tempo, la digitalizzazione ha aumentato la dipendenza delle organizzazioni da reti, applicazioni e infrastrutture IT.
La direttiva NIS2 nasce per rispondere a questo scenario, con alcuni obiettivi fondamentali:
- rafforzare la protezione delle infrastrutture e dei servizi critici;
- migliorare la capacità di prevenzione e risposta agli incidenti;
- estendere la sicurezza all’intera catena di fornitura;
- rendere più omogeneo il livello di Cyber Security tra i diversi Paesi europei.
La sicurezza informatica assume così una dimensione che va oltre la protezione del singolo sistema IT: diventa parte integrante della resilienza dell’organizzazione e della continuità dei suoi servizi.
Quando è entrata in vigore la NIS2 in Italia?
La Direttiva europea 2022/2555 (NIS2) è stata recepita in Italia attraverso il Decreto Legislativo 138/2024, entrato in vigore il 16 ottobre 2024. Da quel momento è iniziato un percorso graduale di adeguamento per le organizzazioni coinvolte, chiamate a implementare progressivamente i nuovi requisiti di sicurezza previsti dalla normativa.
Per i soggetti rientrati nel primo ciclo di applicazione:
- dal 15 gennaio 2026 sono operativi gli obblighi di notifica degli incidenti significativi;
- entro il 31 ottobre 2026 devono essere adottate le misure di sicurezza di base definite da ACN.
Per i soggetti inseriti nel perimetro successivamente, le tempistiche decorrono dalla ricezione della comunicazione di inserimento da parte di ACN:
- nove mesi per l’applicazione degli obblighi di notifica degli incidenti significativi;
- diciotto mesi per l’adozione delle misure di sicurezza di base.
Il rispetto degli obblighi e delle misure previste può essere oggetto delle attività di monitoraggio, vigilanza e controllo attribuite all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale dal Decreto NIS.
NIS2: a chi si applica e quali settori sono coinvolti
La normativa NIS2 coinvolge organizzazioni pubbliche e private attive nei settori individuati dal D.Lgs. 138/2024, tra cui energia, trasporti, sanità, infrastrutture digitali, servizi ICT, Pubblica Amministrazione, spazio e alcuni comparti produttivi.
La classificazione come soggetto essenziale o importante non dipende però esclusivamente dal settore di appartenenza: entrano in gioco anche la tipologia di servizio erogato, le dimensioni dell’organizzazione e gli ulteriori criteri previsti dalla normativa. L’effettivo inserimento nel perimetro NIS viene comunicato dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
Per il settore finanziario, inoltre, è importante considerare il coordinamento con il Regolamento DORA, che disciplina la resilienza operativa digitale del settore finanziario e si affianca alla normativa NIS2 secondo le rispettive aree di applicazione.
Quali sono le sanzioni per chi non si adegua al decreto NIS2?
Il mancato rispetto degli obblighi può comportare controlli e sanzioni NIS2 rilevanti.
Il Decreto prevede sanzioni amministrative pecuniarie fino a:
- 10 milioni di euro o al 2% del fatturato mondiale annuo per i soggetti essenziali;
- 7 milioni di euro o all’1,4% del fatturato mondiale annuo per i soggetti importanti, secondo i criteri e le condizioni previsti dalla normativa.
La compliance alla NIS2 assume quindi una rilevanza che coinvolge l’intera organizzazione e non può essere considerata una responsabilità esclusiva del reparto IT.

Cosa richiede la NIS2 e come adeguarsi?
Per rispondere ai requisiti NIS2, le organizzazioni devono adottare un approccio strutturato alla sicurezza informatica, capace di prevenire le minacce, rilevare tempestivamente gli incidenti e garantire una risposta efficace.
L’adeguamento alla NIS2, però, non riguarda soltanto l’adozione di nuovi strumenti tecnologici, ma coinvolge governance, organizzazione, processi e tecnologie. Le organizzazioni devono definire ruoli e responsabilità, valutare i rischi, adottare misure tecniche e organizzative adeguate, gestire gli incidenti, proteggere la supply chain e garantire la continuità operativa, verificando nel tempo l’efficacia delle misure adottate.
Un ruolo specifico è inoltre attribuito agli organi di amministrazione e direzione, chiamati ad approvare e supervisionare le misure di gestione dei rischi informatici e a garantire un’adeguata formazione sui temi della cybersecurity.
In concreto, il percorso di adeguamento può essere ricondotto a cinque ambiti principali.
1. Proteggere infrastrutture, dati e sistemi critici
Il primo passo è identificare i rischi e adottare misure di sicurezza adeguate per proteggere gli asset aziendali più importanti.
- Firewall, protezione di rete e endpoint security per ridurre la superficie di attacco.
- Backup e soluzioni di Disaster Recovery per garantire disponibilità e ripristino dei dati.
- Monitoraggio continuo tramite SOC per individuare tempestivamente anomalie e minacce.
2. Rilevare e gestire rapidamente gli incidenti
La NIS2 direttiva richiede alle aziende di dotarsi di processi strutturati per identificare, analizzare e notificare gli eventi di sicurezza rilevanti.
- Monitoraggio costante degli eventi cyber.
- Analisi e gestione degli incidenti attraverso strumenti e competenze specialistiche.
- Procedure definite per contenere gli impatti e ripristinare rapidamente l’operatività.
In caso di incidente significativo, è prevista una pre-notifica entro 24 ore dalla conoscenza dell’evento, seguita da una notifica entro 72 ore e da una relazione finale entro un mese.
3. Garantire la sicurezza dell’intera catena digitale
La protezione dell’azienda deve estendersi anche a fornitori, partner e servizi di terze parti che possono rappresentare un potenziale punto di vulnerabilità.
- Valutazione del livello di sicurezza dei fornitori.
- Controllo dei rischi legati alla supply chain.
- Adozione di soluzioni e processi in grado di proteggere ambienti sempre più interconnessi.
4. Formare persone e organizzazione contro le minacce
La tecnologia da sola non basta: il fattore umano resta uno degli elementi più importanti nella prevenzione degli attacchi informatici.
- Percorsi di formazione e sensibilizzazione sul rischio cyber.
- Maggiore consapevolezza rispetto a minacce come phishing e social engineering.
- Procedure interne per riconoscere e segnalare comportamenti sospetti.
5. Monitorare, verificare e migliorare nel tempo
La compliance NIS2 richiede un approccio continuo, basato su controlli periodici e aggiornamento delle misure di sicurezza adottate.
- Audit e verifiche dell’efficacia delle protezioni implementate.
- Monitoraggio dell’evoluzione delle minacce informatiche.
- Aggiornamento costante di processi, tecnologie e policy aziendali.
Adeguarsi alla normativa NIS2 non significa quindi soltanto rispettare un obbligo normativo, ma costruire un modello di sicurezza più solido e resiliente.
Le soluzioni tecnologiche e i servizi di monitoraggio possono supportare l’attuazione di alcune delle misure richieste, all’interno di un percorso di adeguamento che comprende anche aspetti organizzativi, procedurali e di governance.
Le soluzioni Unidata per rafforzare la sicurezza e la resilienza aziendale
Unidata propone soluzioni di Cyber Security che comprendono Endpoint Security, Firewall as a Service, Network & User Protection e servizi di monitoraggio tramite SOC. Integrate in una strategia complessiva di sicurezza, queste soluzioni possono contribuire alla protezione degli asset, al monitoraggio degli eventi e alla capacità di rilevare e gestire le minacce.
Le soluzioni Unidata, infatti, possono integrare diversi livelli di protezione per endpoint, utenti, reti e ambienti Cloud, centralizzando la gestione degli eventi di sicurezza e supportando le attività di analisi e risposta alle minacce.
Tra queste, il SOC Unidata supporta il monitoraggio continuativo degli eventi di sicurezza e la rilevazione delle minacce, contribuendo a rafforzare la capacità dell’organizzazione di individuare e gestire gli incidenti.
Pensato per supportare anche le organizzazioni con risorse IT limitate, il SOC consente di:
- centralizzare la gestione della sicurezza attraverso un unico ecosistema integrato;
- ridurre complessità e tempi di intervento grazie all’automazione e al monitoraggio continuo;
- ottenere protezione avanzata e scalabile con tecnologie progettate per evolvere insieme alle esigenze aziendali.
La conformità alla NIS2, infine, non dipende da una singola tecnologia, ma dalla capacità di costruire una strategia coordinata di protezione e gestione del rischio.
Unidata può affiancare le aziende nel rafforzamento della propria postura di sicurezza, individuando le soluzioni più adatte per supportare l’attuazione delle misure tecniche previste nel percorso di adeguamento alla NIS2.