Scalabilità del cloud computing: quando un’infrastruttura è sempre pronta a evolvere
La crescita dei workload, l’aumento dei volumi di dati da elaborare e la necessità di conservare quantità sempre maggiori di informazioni possono modificare rapidamente il fabbisogno IT di un’azienda. Ma cosa succede quando l’infrastruttura non è in grado di seguirne il ritmo?
È in scenari come questi che la scalabilità del cloud computing diventa strategica, permettendo di adeguare le risorse IT all’evoluzione del business. In questo articolo vediamo come funziona la scalabilità in ambito cloud computing, quali sono le principali tipologie e quali vantaggi può offrire.
Che cosa si intende per scalabilità in ambito cloud computing?
La scalabilità del cloud computing è la capacità di un’infrastruttura di aumentare o ridurre le risorse disponibili in base alle esigenze operative, mantenendo risorse adeguate rispetto ai carichi di lavoro e alle esigenze operative.
In concreto, significa poter modificare rapidamente la quantità di risorse dedicate a un’applicazione o a un workload, intervenendo, ad esempio, su:
- potenza di calcolo, come CPU e memoria;
- capacità di storage;
- risorse di rete e banda;
- numero di macchine virtuali o istanze disponibili.
Questa caratteristica permette alle aziende di dimensionare l’infrastruttura in funzione delle proprie necessità, senza dover necessariamente acquistare e installare nuovi server fisici ogni volta che aumentano utenti, dati o carichi di lavoro.
Scalabilità ed elasticità del cloud: qual è la differenza?
Scalabilità ed elasticità sono concetti strettamente collegati, ma non sono sinonimi.
La scalabilità in ambito cloud computing riguarda soprattutto la capacità di un’infrastruttura di adeguare le risorse per sostenere la crescita o la variazione dei carichi di lavoro.
L’elasticità, invece, riguarda la possibilità di aumentare o ridurre le risorse in modo dinamico, anche automaticamente, seguendo l’andamento della domanda.
Perché si parla di scalabilità nel cloud computing?
Per comprendere il rapporto tra cloud computing e scalabilità è utile partire dalla differenza rispetto alle infrastrutture IT tradizionali.
In un ambiente on-premise, aumentare la capacità dell’infrastruttura può richiedere l’acquisto, l’installazione e la configurazione di nuovi server e componenti hardware. Nel cloud, invece, le risorse sono virtualizzate e possono essere allocate in modo più flessibile, anche attraverso processi automatizzati.
La scalabilità del cloud computing è quindi resa possibile da alcune caratteristiche fondamentali:
- Virtualizzazione: consente di astrarre le risorse fisiche e assegnarle a macchine virtuali e applicazioni in funzione delle necessità.
- Risorse on demand: capacità di calcolo, memoria e storage possono essere adeguate senza dover installare nuovi apparati presso la sede del cliente, secondo le modalità previste dal servizio scelto.
- Infrastrutture distribuite: le risorse possono essere organizzate e gestite attraverso infrastrutture e sistemi distribuiti, aumentando la capacità disponibile.
- Automazione: il provisioning e alcune attività di riconfigurazione possono essere automatizzati, riducendo tempi e complessità operative.
Questo approccio permette quindi di far evolvere l’infrastruttura insieme al business, evitando di dimensionarla esclusivamente sulla base di esigenze future difficili da prevedere.
Le diverse tipologie di scalabilità del cloud computing
La scalabilità nel cloud computing può avvenire in modi diversi, a seconda di come vengono aumentate o ridotte le risorse disponibili.
- Scalabilità verticale: potenzia le risorse disponibili
Consiste nell’aumentare o ridurre le risorse di una singola macchina o istanza, come CPU, RAM, storage o capacità di rete. È un approccio semplice, ma la crescita resta legata alla capacità massima della singola macchina.
- Scalabilità orizzontale: aggiunge nuove risorse
La scalabilità orizzontale nel cloud computing riguarda la possibilità di aggiungere o rimuovere macchine o istanze per distribuire il carico di lavoro. È particolarmente utile per applicazioni e workload distribuiti che devono gestire carichi crescenti.
- Scalabilità diagonale: l’unione tra i due approcci
Combina scalabilità verticale e orizzontale: si potenziano prima le risorse delle singole macchine e, quando necessario, si aggiungono nuove istanze. In questo modo è possibile ottenere un’infrastruttura più flessibile e adattabile.

Quali sono i vantaggi della scalabilità del cloud computing?
La possibilità di adattare le risorse IT alle esigenze del momento rende la scalabilità del cloud computing particolarmente interessante per aziende con dimensioni, attività e livelli di digitalizzazione differenti.
Questo perché la scalabilità del cloud non consiste soltanto nel poter aumentare la capacità dell’infrastruttura, ma nella possibilità di adeguarla agli obiettivi e alle priorità del business, che possono variare in base alla tipologia di attività, alla quantità di dati da gestire o ai workload da supportare. Alcuni esempi:
- Startup e aziende in crescita: crescere senza sovradimensionare l’infrastruttura
Le risorse possono aumentare progressivamente insieme a utenti, dati, applicazioni e workload, evitando investimenti anticipati in hardware non ancora necessari.
- E-commerce e retail: gestire variazioni e picchi di domanda
Durante periodi caratterizzati da un aumento degli accessi o delle transazioni, come campagne promozionali, saldi o Black Friday, un e-commerce può avere bisogno di maggiore capacità di calcolo per sostenere carichi più elevati e mantenere adeguate prestazioni. Un’infrastruttura scalabile permette di adeguare le risorse al carico di lavoro, aumentando la capacità quando necessario e ridimensionandola successivamente in funzione delle esigenze e delle caratteristiche del servizio adottato.
- Aziende multi-sede: supportare l’espansione
Un’infrastruttura cloud scalabile consente di adeguare risorse e servizi alle esigenze di sedi e utenti distribuiti, accompagnando la crescita dell’organizzazione.
- Realtà con grandi volumi di dati: storage flessibile
La capacità di archiviazione può crescere insieme alla quantità di informazioni da conservare, evitando di dover sovradimensionare l’infrastruttura fin dall’inizio.
- Imprese con workload variabili: ottimizzare risorse e prestazioni
Le risorse di calcolo possono essere adeguate al reale fabbisogno, sostenendo workload che cambiano nel tempo e contribuendo a mantenere un buon equilibrio tra performance e costi
- Organizzazioni che utilizzano applicazioni critiche: sostenere continuità e performance
Adeguare le risorse disponibili alla crescita dei workload aiuta a mantenere prestazioni adeguate e, se integrato con servizi di protezione e ripristino, contribuisce alla continuità operativa.
La scalabilità del cloud assume così un valore che va oltre la semplice possibilità di aggiungere risorse: significa costruire un’infrastruttura capace di accompagnare l’evoluzione dell’azienda, sostenendone la crescita e, se integrata con adeguate soluzioni di backup, sicurezza e ripristino, contribuendo alla resilienza di dati, applicazioni e processi critici.
La scalabilità del cloud computing nei servizi di Private Cloud Unidata
A fare la differenza sono però anche le tecnologie e i servizi scelti per costruire la propria infrastruttura. Unidata mette a disposizione servizi di Private Cloud, protezione dei dati e continuità operativa che consentono di costruire infrastrutture flessibili e dimensionabili in base alle esigenze aziendali.
Scopri nella tabella come la scalabilità dei principali servizi Private Cloud Unidata può supportare le diverse esigenze del tuo business:
| Servizio Unidata | A cosa serve | Valore della scalabilità |
| IaaS & Server Cloud | Mette a disposizione risorse virtuali di calcolo, memoria, storage e rete per applicazioni e workload aziendali. | Consente di aumentare o ridurre le risorse in funzione delle esigenze operative, con modalità diverse a seconda della soluzione scelta. |
| Virtual Private Cloud | Offre un ambiente Cloud privato, isolato e dedicato, con risorse configurabili e gestione centralizzata. | Permette di adeguare capacità computazionale, memoria e storage alla crescita di applicazioni, utenti e workload. |
| Backup as a Service | Protegge dati, server, workstation, macchine virtuali e applicazioni attraverso backup automatizzati e gestiti in Cloud. | Consente di configurare spazio di archiviazione, frequenza dei backup e politiche di conservazione in base ai dati e ai sistemi da proteggere. |
| Disaster Recovery as a Service | Replica sistemi, applicazioni e dati su un’infrastruttura remota per supportare il ripristino in caso di guasti, attacchi o interruzioni. | Permette di adeguare le risorse destinate al Disaster Recovery all’evoluzione dell’infrastruttura primaria e delle esigenze di continuità operativa. |
| Storage as a Service | Mette a disposizione capacità di archiviazione in Cloud per conservare e gestire i dati aziendali. | Consente di ampliare lo spazio disponibile in funzione della crescita dei dati, senza installare nuova capacità di storage presso la sede del cliente. |
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