Ridurre l’impatto ambientale e i consumi: la sfida dei Green Data Center
La crescente domanda di servizi digitali ha reso i Data Center infrastrutture sempre più strategiche, ma ha posto anche nuove sfide in termini di consumi energetici e impatto ambientale. In questo scenario, i Green Data Center puntano a coniugare performance e affidabilità attraverso una progettazione efficiente, l’impiego di energie rinnovabili e tecnologie orientate all’ottimizzazione delle risorse.
Ma cosa rende realmente “green” un Data Center? Quali tecnologie e criteri vengono utilizzati per valutarne l’efficienza e quali normative e certificazioni definiscono oggi il quadro di riferimento? Vediamolo insieme.
Green Data Center: perché sono sempre più necessari?
I Data Center sono infrastrutture fondamentali per il funzionamento dei servizi digitali: ospitano server, sistemi di storage e apparati di rete che permettono di elaborare, conservare e trasmettere grandi quantità di dati.
Il loro funzionamento richiede quantità significative di energia per alimentare le infrastrutture IT e mantenerle operative e, in alcuni sistemi di raffreddamento, anche l’impiego di acqua per dissipare il calore prodotto. All’aumentare della capacità e delle dimensioni della struttura, crescono quindi anche il fabbisogno energetico e l’utilizzo delle risorse.
È proprio da questa esigenza che nasce il modello di Green Data Center: un’infrastruttura progettata per ridurre i consumi energetici e l’impatto ambientale, mantenendo al tempo stesso elevati livelli di prestazioni, affidabilità e continuità operativa.
Come? Intervenendo su diversi aspetti dell’infrastruttura, dall’efficienza dei sistemi IT e delle tecnologie di raffreddamento all’utilizzo di fonti rinnovabili, fino all’ottimizzazione delle risorse e al monitoraggio delle prestazioni energetiche.
I vantaggi dei Green Data Center per aziende e organizzazioni
I Green Data Center non portano vantaggi soltanto all’ambiente, ma possono generare benefici concreti anche per aziende e organizzazioni.
Un’infrastruttura più efficiente può infatti contribuire a ridurre i costi operativi, grazie a consumi energetici più contenuti e sistemi di raffreddamento evoluti, oltre a supportare gli obiettivi ESG aziendali.
Allo stesso tempo, investire in tecnologie e architetture più efficienti può diventare un fattore di innovazione e competitività, favorendo lo sviluppo di infrastrutture digitali capaci di rispondere alle esigenze future.
I principi dei Green Data Center
Ma quali caratteristiche rendono realmente green un Data Center?
L’efficienza ambientale di queste infrastrutture può essere valutata considerando quattro aree fondamentali. La loro rilevanza può variare in funzione delle tecnologie adottate e della configurazione del Data Center, ma rappresentano importanti leve per ridurne consumi e impatto ambientale.
- Efficienza energetica: il green Data Center deve ridurre il consumo di energia a parità di potenza IT installata, ottimizzando i sistemi di alimentazione, raffreddamento e distribuzione dell’energia.
- Fonti rinnovabili: deve aumentare la quota di energia proveniente da fonti a basso impatto ambientale, utilizzando energia solare, eolica o proveniente da altre fonti rinnovabili, anche attraverso sistemi di autoproduzione.
- Raffreddamento alternativo: un green Data Center deve ridurre l’energia e le risorse necessarie per mantenere le infrastrutture IT alle corrette condizioni operative, attraverso tecnologie come free cooling, geotermia a pompa di calore e raffreddamento liquido diretto.
- Riutilizzo del calore di scarto: deve poter recuperare il calore prodotto dai sistemi IT invece di disperderlo. Il calore può essere destinato al teleriscaldamento o ad altri utilizzi industriali, trasformando uno scarto in una risorsa.

Data Center green: normativa, certificazioni e standard di riferimento
La crescente attenzione verso l’efficienza energetica e ambientale delle infrastrutture digitali ha portato alla definizione di normative, standard e certificazioni specifici per valutare e migliorare l’efficienza dei Data Center.
Si tratta di riferimenti diversi ma complementari: la normativa europea definisce requisiti e obiettivi, mentre standard e certificazioni permettono di misurare e attestare specifiche caratteristiche dell’infrastruttura.
Green Data Center e la Direttiva Europea 2023/1791 sull’efficienza energetica
Un riferimento centrale è la Direttiva Europea 2023/1791 sull’efficienza energetica, che introduce specifiche disposizioni dedicate ai Data Center con l’obiettivo di aumentare efficienza, trasparenza e monitoraggio delle prestazioni energetiche e ambientali.
La direttiva prevede, per i Data Center con potenza IT installata pari o superiore a 500 kW, la raccolta e la comunicazione periodica di informazioni relative alle prestazioni della struttura. Tra gli aspetti monitorati:
- consumi ed efficienza energetica;
- utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili;
- efficienza dei sistemi di raffreddamento;
- utilizzo dell’acqua;
- possibilità di recuperare e riutilizzare il calore prodotto.
Tra gli indicatori utilizzati rientrano il PUE (Power Usage Effectiveness), che misura l’efficienza energetica complessiva del Data Center, e il WUE (Water Usage Effectiveness), che permette di valutare l’efficienza nell’utilizzo dell’acqua.
La normativa promuove inoltre l’adozione di soluzioni in grado di ridurre consumi e impatto ambientale, come fonti rinnovabili e sistemi per il recupero del calore. L’obiettivo è rendere le prestazioni dei Data Center sempre più misurabili e favorire un’evoluzione del settore verso infrastrutture più efficienti e e attente all’utilizzo delle risorse.
Gli standard internazionali per efficienza, resilienza e prestazioni ambientali dei Data Center
L’efficienza energetica e ambientale, però, non può essere valutata soltanto in termini di consumi. Un Data Center deve infatti garantire anche affidabilità, sicurezza e continuità operativa. Per questo esistono diversi standard e certificazioni che intervengono su aspetti specifici dell’infrastruttura.
Tra i principali troviamo:
- Tier IV di Uptime Institute e Rated-4 ANSI/TIA-942, che attestano elevati livelli di affidabilità, resilienza e disponibilità dell’infrastruttura;
- LEED, che valuta la sostenibilità dell’edificio e le sue prestazioni ambientali;
- ISO 14001, ISO 14064-1 e ISO 50001, che riguardano rispettivamente gestione ambientale, emissioni di gas serra e gestione dell’energia;
- ISO 9001 e ISO 27001, che intervengono invece sulla qualità dei processi e sulla sicurezza delle informazioni;
- European Code of Conduct for Data Centre Energy Efficiency, che promuove l’adozione di best practice per migliorare l’efficienza energetica dei Data Center.
È quindi importante non considerare questi riferimenti come equivalenti: Tier e ANSI/TIA-942 riguardano soprattutto affidabilità e resilienza, LEED la sostenibilità dell’edificio, mentre le diverse ISO permettono di strutturare e verificare specifici sistemi di gestione.
Unicenter: il nuovo Green Data Center progettato a Roma
La transizione verso Data Center più efficienti dal punto di vista energetico e ambientale non è più un obiettivo lontano, ma una necessità concreta per accompagnare la crescita della domanda di Cloud, Intelligenza Artificiale e servizi digitali.
Tra i progetti destinati a contribuire all’evoluzione del panorama infrastrutturale italiano c’è Unicenter: Neutral & Green Data Center di Unidata. In fase di sviluppo a Roma Commercity, il progetto prevede la riconversione di un edificio industriale esistente di 13.940 mq, evitando nuovo consumo di suolo e valorizzando un sito già dotato di una connessione elettrica ad alta capacità.
Unicenter nasce dalla partnership tra Unidata e il Fondo Infrastrutture per la Crescita ESG, gestito da Azimut Libera Impresa SGR, ed è progettato secondo standard Tier IV, con l’obiettivo di garantire elevati livelli di resilienza, affidabilità e continuità operativa.
La struttura punta a una disponibilità del 99,995% e sarà progettata per supportare workload enterprise, Cloud, HPC e Intelligenza Artificiale, comprese applicazioni ad alta densità elaborativa, grazie a una potenza complessiva prevista di circa 30 MW e a una capacità compresa tra 1.000 e 3.000 rack AI enabled.
A rafforzarne il ruolo strategico contribuisce anche la connettività. Unicenter si trova nello stesso sito del Data Center Unidata che ospita la stazione di approdo romana di Unitirreno e si integra con il PoP NAMEX. Questa posizione favorisce l’accesso a rotte dati nazionali e internazionali e rafforza il ruolo di Roma nelle connessioni tra Europa, Mediterraneo, Africa, Medio Oriente e Asia.
L’attenzione all’efficienza energetica e alla riduzione dell’impatto ambientale, inoltre, è parte integrante del progetto fin dalla fase di progettazione: fotovoltaico integrato, sistemi di accumulo, disponibilità di energia verde certificata, recupero del calore e un PUE target compreso tra 1,2 e 1,3 concorrono a migliorare l’efficienza energetica e a ridurre l’impatto ambientale dell’infrastruttura.
A regime, Unicenter si rivolgerà a Cloud provider, operatori di telecomunicazioni, piattaforme digitali, grandi imprese e Pubblica Amministrazione, mettendo a disposizione un’infrastruttura aperta, sicura e innovativa. Un investimento che contribuisce a rafforzare la sovranità digitale italiana e sostiene la candidatura della Capitale a diventare il secondo grande hub digitale del Paese dopo Milano.
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